Dott.ssa Elena Guerrini
Negli ultimi decenni è diventato evidente che tutti i processi mentali derivino dal funzionamento di specifici meccanismi del cervello. Quindi qualsiasi cambiamento nei nostri processi psicologici si riflette nei cambiamenti di funzioni o strutture del cervello. La Psicoterapia psicodinamica si configura come un modello di trattamento capace di favorire un cambiamento stabile nelle attitudini, nelle abitudini, nei comportamenti cioè in una sola parola, nella personalità del paziente, un cambiamento che, a livello cerebrale, si rifletta in un cambiamento stabile nel funzionamento del cervello.

Una prova importante, in questo senso, è la scoperta – grazie a tecniche di "neuroimaging", come la risonanza magnetica funzionale – che la psicoterapia sia in grado di modificare l'attivazione di aree specifiche cerebrali, permettendo all'individuo di gestire meglio le emozioni negative: dall'ansia alle paure. Si tratta di evidenze che nascono dalle scoperte del Premio Nobel Eric Kandel, famoso per aver dimostrato l'insorgere di alcune modificazioni sull'espressione dei geni. Finora sono stati pubblicati circa 20 studi sui cambiamenti del cervello avvenuti prima e dopo un trattamento di psicoterapia. Il primo studio è stato pubblicato nel 1992.

Questi studi suggeriscono che la psicoterapia sia in grado di modificare le funzioni cerebrali nei pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore (MDD), disturbo ossessivo-compulsivo, panico, disordine, disturbo d'ansia sociale, fobie specifiche, disturbo da stress post-traumatico e disturbo di personalità borderline (BPD). Alcuni di questi studi hanno permesso di spiegare i meccanismi che stanno dietro i cambiamenti che derivano dalle diverse psicoterapie. Le psicoterapie cercano di migliorare la capacita di risoluzione dei problemi dei pazienti, le capacità di avere un'idea di come si è fatti e organizzati psicologicamente, e la capacità di regolazione degli stati affettivi ed emotivi (per esempio la capacità di calmarsi quando si è in ansia o quando si è arrabbiati).

Ad esempio, il meccanismo dietro l'efficacia della terapia cognitiva e della terapia psicoanalitica potrebbe essere spiegato attraverso un aumento della funzione del lobo prefrontale del cervello, che è coinvolto nel controllo dei pensieri. In poche parole se noi lavoriamo migliorando la consapevolezza di quel che ci succede a livello mentale e interveniamo sulla nostra iperemotività che, per esempio, è alla base dell'ansia e del panico, possiamo fare in modo da avvertire l'emozione senza che questa possa inondarci, bensì riuscendo a controllarla.

Chi soffre di panico ha sia un eccesso di produzione di emozioni legate alla paura e all'allarme che un basso funzionamento delle aree del cervello che devono controllare queste emozioni. E' stato notato che quando i sintomi del panico e ansia sono stati ridotti dopo il trattamento, sono state normalizzate anche l'attività frontale di controllo e l'iperproduzione di emozioni dell'amigdala e ippocampo. Per comprendere i meccanismi neuronali basilari legati alla psicoterapia, dovrebbero essere studiati i cambiamenti a livello molecolare e cellulare.

Finora, solo 2 studi finlandesi hanno misurato i cambiamenti a livello molecolare dopo la psicoterapia psicodinamica e hanno direttamente testato l'ipotesi avanzata da Kandel. Infatti attraverso l'apprendimento nuovo che si verifica in terapia, si potrebbero creare nuovi tipi di connessioni tra le cellule nervose così da cambiare la forma e i collegamenti tra i neuroni e di conseguenza anche i pensieri in modo da farne sviluppare nuovi e più funzionali. Gli studi sembrano suggerire che il processo di recupero dopo la psicoterapia sia diverso dal recupero dopo il farmaco e che i pazienti depressi trattati con psicoterapia abbiano meno ricadute rispetto a quelli trattati solo con antidepressivi. Concludendo è possibile affermare che i risultati degli studi sperimentali sugli effetti biologici della psicoterapia finora condotti non lascino dubbi sul fatto che la psicoterapia rappresenti una modalità di trattamento in grado di produrre dei significativi cambiamenti biologici e neuro funzionali.

Bibliografia :
How Psychotherapy Changes the Brain - Psychiatric Times www.psychiatrictimes.com
Andrea Rossi, La Stampa, 23 settembre 2009
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